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Rezo, politica e ambiente: il mondo visto da uno YouTuber tedesco

Rezo, politica e ambiente: il mondo visto da uno YouTuber tedesco

Si sente spesso dire che i ragazzi di oggi siano pigri, senza interessi e senza obiettivi, che stiano tutto il tempo sui social network, sempre fuori dal mondo con il loro sguardo incollato al cellulare e gli auricolari nelle orecchie, che non si interessino di cultura e ancora meno di politica ed altre questioni importanti. Ma è davvero così? Facciamo la conoscenza di Rezo, YouTuber tedesco che ha suscitato molto clamore in Germania e nel mondo.


Rezo chi?

Ha ventisette anni e nel video indossa una felpa arancione e un cappello da baseball, sotto il quale dà mostra di sé il suo distintivo ciuffo blu elettrico. È Rezo, e dalla foto sembra uno YouTuber come tanti, uno di quelli che – qualche scettico nei confronti della tecnologia e dell’avvento del nuovo potrebbe obiettare – non ha voglia di lavorare e spreca il suo tempo facendo inutili video su internet.

Ho fatto la conoscenza di Rezo – virtualmente parlando, si intende – qualche settimana fa, quando leggendo articoli sulla questione ambientale e il riscaldamento globale mi sono imbattuto in un servizio giornalistico in cui veniva commentato un suo video, pubblicato poco prima delle elezioni europee del 23-26 maggio 2019. Il video in questione si intitola “Die Zerstörung der CDU” (“La distruzione della CDU”), ha ottenuto milioni di visualizzazioni su YouTube e ha scatenato un’ampia discussione in Germania , al punto da essere preso in considerazione anche da testate giornalistiche internazionali come il The Guardian, il The New York Times, Le Figaro, El País e il Corriere della Sera.

Il titolo del video fa riferimento all’hate speech tanto popolare in rete e potrebbe far pensare al classico video sensazionalistico, fatto di accuse e insulti facili, atti a infangare e “distruggere” verbalmente il proprio avversario. Nel suo video di 55 minuti Rezo tratta tematiche attuali e di grande rilevanza per la Germania e il resto del mondo e lo fa in maniera razionale, chiara e ben strutturata. Rezo sostiene i propri argomenti con così tante prove che è stato necessario allegare una lista di ben 247 fonti, generalmente riferimenti a stampa nazionale, internazionale o alla letteratura scientifica, sia in tedesco che in inglese.

Rezo mette subito in chiaro quale sia lo scopo del suo video e senza girarci intorno spiega:

Ich werde in diesem Video zeigen, wie die CDU-Leuten lügen, wie ihnen grundsätzliche Kompetenzen für ihren Job fehlen, wie sie gegen deutliche Expertenmeinungen Politik machen, wie sie sich augenscheinlich an verschiedenen Kriegsverbrechen beteiligen, […] und ich zeige, dass nach der Expertenmeinung von zigtausenden deutschen Wissenschaftlern die CDU aktuell unser Leben und unsere Zukunft zerstört.

“In questo video mostrerò come i rappresentanti della CDU mentono, come mancano loro le competenze di base per governare, come fanno politica contro chiari pareri degli esperti, come partecipano in maniera palese a diversi crimini di guerra […] e mosterò ancora che secondo l’opinione di numerose migliaia di scienziati ed esperti la CDU sta distruggendo la nostra vita e il nostro futuro”.

Ci riesce? Spoiler alert: sì. Vediamo insieme perché e su quali punti Rezo accusa la CDU e di conseguenza anche CSU e SPD, che fanno parte dell’alleanza di partito attualmente al governo in Germania, la cosiddetta Große Koalition (Grande coalizione), conosciuta anche come governo Merkel IV.

Seguendo il suo modello farò riferimento anche io alle sue fonti (che sono andato a carotare per appurarmi che dicesse il vero), inserendo link nel corpo dell’articolo e inserendo anche link ai passi del suo video che vengono citati in questo articolo. Quanto leggete quindi non è il frutto di una mia riflessione personale ma un riassunto, una parafrasi o una citazione diretta della discussione esposta da Rezo. Ritengo infatti il video interessante e ben realizzato: con questo articolo cerco di renderlo fruibile anche a chi non parla tedesco oppure a chi lo sta studiando.

Trovate pertanto alcuni passi del suo discorso trascritti in lingua originale, con relativa traduzione in italiano e con il link al video al momento esatto in cui vengono esposti. Per meglio comprendere i riferimenti ai partiti politici tedeschi ho fornito delle brevi descrizioni, alle quali potete accedere cliccando sul nome del partito, oppure potete leggere tutto qui.


„CDU: Eine Partei für alle Schichten!“ – Povertà, pari opportunità e istruzione in Germania

Nonostante la CDU dichiari di impegnarsi per il benessere di tutte le classi sociali (eine Partei für alle Schichten), negli anni in cui essa ha governato, vale a dire in 29 anni sugli ultimi 36, il divario tra ricchi e poveri in Germania è andato sempre più crescendo, con la conseguenza che le 45 famiglie tedesche più benestanti possono vantare un patrimonio pari al 50% della popolazione più povera.

La situazione non è migliore in quanto a pari opportunità, riguardo alle quali Rezo commenta:

Eine der wichtigsten Sachen, wenn es um solche wachsenden Ungleichheiten geht, ist die Chancengleichheit. Das heißt, was du in deinem Leben erreichst, soll nicht davon abhängen, wie reich deine Eltern sind oder welchen Bildungsstand sie hatten oder irgendwie sowas. Also, selbst wenn du aus einem ärmeren Haushalt kommst, solltest du durch die Sachen wie Bildung oder so genau so viele Chancen haben, reich zu werden oder einen guten Job zu finden wie jeder andere auch. Das Problem ist, Aufstiegschance durch Bildung ist in Deutschland viel geringer als in den meisten anderen Industrieländern.

“Una delle cose più importanti per quanto riguarda queste crescenti disuguaglianze sono le pari opportunità. Vale a dire che quello che raggiungi nella tua vita non deve dipendere da quanto sono ricchi i tuoi genitori, da che livello di istruzione essi abbiano avuto o cose del genere. Anche se provieni da una famiglia povera dovresti avere, grazie a cose come l’istruzione, le stesse possibilità di chiunque altro di diventare ricco o trovare un buon lavoro. Il punto è che le possibilità di crescita sociale tramite l’istruzione in Germania sono molto più ridotte che non in altri paesi industrializzati“.

Andamento della povertà e dello sviluppo economico dal 2006 al 2013. In grigio il PIL in miliardi di euro, in rosso la percentuale di povertà. Fonte: Welt.de


Die Klimakrise ovvero la crisi climatica

L’economia, continua Rezo, può anche risultare noiosa, ma c’è un argomento a cui tutti tengono ancora di più: la vita. “Per vivere“, spiega, “ho bisogno di tantissime cose, ma prima di tutto ho bisogno di una terra funzionante”.

Il 2018 è stato il quarto anno più caldo dall’inizio delle misurazioni, preceduto dal 2015, dal 2016 e dal 2017, il che significa che gli ultimi quattro anni sono stati i più caldi di sempre. Molti pensano che uno, due, tre gradi di aumento della temperatura terrestre non facciano alcuna differenza, ma non è così. Come commenta lo scienziato tedesco Christian Roland von Hirschhausen nel video: “Molti pensano: un grado, due gradi, tre gradi… che differenza farà mai? Da medico posso dirvi che c’è una grossa differenza se avete 41 gradi di febbre o 43: perché la prima temperatura è compatibile con la vita, la seconda no”. La colpa dell’aumento della temperatura terrestre è legata all’emissione di metano ma soprattutto di CO2 e la colpa di tutta questa CO2 nell’atmosfera è imputabile in misura del 100% all’uomo, e ciò è un dato di fatto all’interno della comunità scientifica.

A tal riguardo la situazione è critica e siamo davvero a un passo dalla rovina se non agiamo subito e in maniera drastica. Rezo spiega così questo concetto:

All die [zuvor erwähnten] Katastrophen kamen bisher, weil wir global durchschnittlich 1 Grad wärmer geworden sind. Die Wissenschaft ist sich einig, dass wir 1,5 Grad nicht überschreiten dürfen. Wenn wir den nämlich überschreiten, dann ist es extrem wahrscheinlich, dass wir in so eine unaufhaltsame Spirale fallen, wo es immer wärmer wird, egal was wir tun. Das ist dann irreversibel, nicht mehr rückgängig zu machen. In anderen Worten, dann haben wir die Erde kaputt gemacht.

Tutte le catastrofi [di cui ha parlato prima] sono avvenute perché la temperatura è aumentata mediamente di un grado a livello globale. La scienza concorda sul fatto che non dobbiamo superare 1,5 gradi, perché se li superiamo allora è molto probabile che finiremo in una spirale inarrestabile, per cui farà sempre più caldo, a prescindere da quello che faremo. A quel punto la situazione è irreversibile, non si può più tornare indietro. In altre parole, a quel punto abbiamo distrutto il pianeta terra”.

Si può fare qualcosa? La risposta è sì: bisogna scegliere una nuova classe politica che capisca l’importanza di passare al più presto a fonti di energia rinnovabili come energia eolica, idroelettrica e soprattutto solare, e farla finita con carbone e petrolio.

Il Prof. Volker Quaschning

Ma secondo Rezo la Germania sembra andare in una direzione diversa: la cancelliera Merkel ha dichiarato infatti che la Germania potrà abbandonare il carbone nel 2038, e questo non rispetta alcuna politica ambientale, nè tantomeno l’Accordo di Parigi, che la Germania ha firmato ma – puntualizza Rezo – non sta rispettando. “Non possiamo prendercela con gli altri, con la Cina che non fa abbastanza… Noi non stiamo rispettando gli obiettivi che noi stessi ci siamo dati”. CDU e SPD non vogliono smantellare l’industria del carbone, che conta 20.000 posti di lavoro, impedendo al tempo stesso di crearne 80.000 nel settore del fotovoltaico, che è un settore che si svilupperà ancora nel corso dei prossimi decenni. Il settore del carbone viene tenuto in vita artificialmente, in quanto non più economicamente conveniente, e gli insufficienti sforzi attuali a tutela dell’ambiente sono insufficienti, risultando in un aumento di tre gradi della temperatura terrestre da qui al 2030 se non si cambia.

Una soluzione potrebbe essere riconoscere che emettere CO2 ha un costo e rendere quindi più cari i prodotti che richiedono molta CO2, incentivando al tempo stesso prodotti che si basano su energie rinnovabili o che richiedono meno CO2. Gli scienziati hanno dimostrato che ciò avrebbe effetti positivi e oltre quaranta Paesi hanno già attuato questa politica, tra cui l’Inghilterra, dove grazie a ciò i livelli di CO2 sono scesi ai livelli di oltre un secolo fa.

Cosa deve quindi fare la Germania? Il Professor Volker Quaschning avverte:

Wir müssen dieses Tempo, die Klimaschutzbemühungen in Deutschland, etwa um den Faktor 5 steigern, und das rasch

Dobbiamo accelerare questo processo, queste preoccupazioni per il clima in Germania, di circa 5 volte, e dobbiamo farlo subito”.

In merito al commento del professor Quaschning, Rezo sottolinea il peso di questa affermazione e giunge a un’amara conclusione:

Das ist nicht nur die Einschätzung von diesem einen Professor, sondern der spricht da gerade für eine Initiative von über 26.000 deutschsprachigen Wissenschaftlern. […] Und die sagen halt ALLE, dass der aktuelle Kurs von SPD und CDU viel zu langsam ist, und wenn wir nicht krass was ändern, also nicht so ein bisschen, sondern krass was ändern, dann ist die Zukunft von der jungen Generationen und allen zukünftigen Generationen einfach im Arsch. Und auch im internationalen Raum gibt es einen offenen Brief von tausenden Experten, die genau dasselbe sagen. Die Profis, die Experten, sind sich also einig, dass der aktuelle Kurs von SPD und CDU kein kleiner Verkacker ist, sondern uns unsere Zukunft kosten wird.

“Non si tratta solo del parere di questo singolo professore, in quanto parla per conto di una iniziativa di oltre 26.000 scienziati di lingua tedesca. […] E TUTTI dicono che l’attuale corso di SPD e CDU è troppo lento e che se non cambiamo di brutto, cioè non un poco ma di brutto, stiamo buttando il futuro delle giovani generazioni e di quelle future nel cesso. E anche a livello internazionale c’è una lettera aperta di migliaia di esperti che affermano la stessa cosa. I professionisti, gli esperti, sono pertanto unanimi sul fatto che l’attuale corso di SPD e CDU non è un piccolo fallimento ma ci costerà il nostro futuro”.


Droni, civili e diritto internazionale

La grafica mostra come dalla centrale di Creech, in Nevada, i droni vengano comandati in tempo reale tramite comunicazione via fibra fino a Ramstein e poi da Ramstein fino ai droni sul teatro bellico per via satellitare. Fonte: DER SPIEGEL 17/2015

Per quanto concerne situazioni come la guerra, si chiede Rezo, è giusto fidarsi ciecamente di un altro stato, diciamo magari degli Stati Uniti?

Il fatto che un esercito dica di non fare nulla di sbagliato non è di per sé garanzia del fatto che ciò sia effettivamente vero. Sarebbe pertanto ridicolo e imbarazzante, continua Rezo, se si chiedesse a un esercito “Ehi, quello che state facendo rispetta le norme di diritto internazionale?” e l’esercito risponde “Sì sì!” e allora tu dici “L’esercito ha detto che è tutto a posto, allora sarà tutto a posto”.

Nei vari teatri bellici di cui gli Stati Uniti si rendono protagonisti, come ad esemio Yemen, Pakistan e Afghanistan, vengono impiegati dei droni da combattimento. Questi però non possono essere manovrati in remoto direttamente dagli Stati Uniti, poiché la curvatura terrestre lo impedisce. Gli USA hanno pertanto bisogno di un appoggio a metà strada che in qualche modo li aiuti. Ad offrirglielo c’è la Germania e la sua base di Ramstein, la più grande installazione militare per l’aeronautica statunitense al di fuori del proprio territorio.

Gli Stati Uniti usano missili estremamente potenti e chiaramente, rimarca Rezo, li userebbero solo contro pericolosissimi terroristi, altrimenti si tratterebbe di un crimine di guerra, giusto? Secondo Rezo non è proprio così. Continua raccontando l’atrocità di episodi militari in cui gli Stati Uniti hanno ucciso persone innocenti e giunge al suo punto:

Wisst ihr, was auch geschmacklos wäre und dazu sogar ein Kriegsverbrechen? Wenn du dir denkst “Hier auf den Aufnahmen sehen wir, dass da Autos sind. Da sind bestimmt Terroristen, lass mal uns eine Rakete darauf”. Und ein Praktikant sagt dir “Diggi, sollen wir nicht vorher überprüfen, wer da ist, bevor wir die alle töten?”, und du “Ne, überprüfen ist voll uncool, da sind bestimmt Terroristen drin!” und der Praktikant “Ehi Diggi, wenn wir das nicht überprüfen, wer da ist, dann ist das völkerrechtlich nicht okay”. Und du “Nein, ich bin mir sicher, das sind Terroristen, schieß eine Rakete darauf”. Und dann schießt du eine Rakete darauf und zerfetzt fünf Autos mit einer Hochzeitsgesellschaft drinnen, die den f***ing glücklichsten Tag ihres Lebens gefeiert haben, bevor sie aus dem Leben gesprengt wurden. […] Diese Tötung wurde über Ramstein, über unser Land gesteuert, die war nur möglich, weil unsere Regierung sagt “Ja, wir unterstützen euch mit dieser Hilfestellung, ihr dürft das von hier steuern.

“Sapete cos’è anche brutto e per giunta anche un crimine di guerra? Se tu pensi ‘Qui dalle registrazioni vediamo delle auto. Sono sicuramente dei terroristi, lanciamogli un razzo’. E uno stagista ti dice ‘Ma non dovremmo controllare chi sono prima di ucciderli tutti?’, e tu ‘Ma no, non serve a niente controllare, sono di certo terroristi!’, e lo stagista ‘Ehi ma se non controlliamo chi sono non stiamo rispettando il diritto internazionale’. E tu ‘No, sono sicuro che sono terroristi, sparagli un missile’. E tu spari loro un missile e disintegri cinque auto con una comitiva nuziale che aveva festeggiato il giorno più bello della loro vita, ca**o, prima di essere cancellati dalla vita. […] Questo omicidio è stato condotto tramite Ramstein, tramite il nostro Paese, ed è stato possibile solo perché il nostro governo ha detto ‘Sì, vi forniamo questo aiuto, potete controllare i vostri droni da qui'”.

Il governo tedesco, interrogato in merito all’uso della base di Ramstein da parte degli americani per compiere azioni militari con droni in cui sono stati uccisi anche dei civili, risponde di aver ricevuto la garanzia da parte degli Stati Uniti che le operazioni militari condotte attraverso la Germania si siano svolte nel rispetto delle norme di diritto internazionale. Quando però si chiede loro, osserva ancora Rezo, come facciano a esserne così sicuri, risposte come quella di Sawsan Chebli, rappresentante politica della SPD, lasciano molto perplessi:

Die USA haben uns gesagt, dass sie bei ihrem Agieren in dem von Ihnen angesprochenen Komplex… dass sie an dem Völkerrecht halten. Das… finden wir richtig und gut und das nehmen wir genau so wahr… Und wir haben keinen Grund, daran zu zweifeln.

“Gli Stati Uniti ci hanno detto che nelle loro operazioni a cui lei fa riferimento… che loro rispettano le norme di diritto internazionale. Questo… riteniamo sia buono e giusto, lo accettiamo… e non abbiamo alcun motivo per dubitarne”.


Voglia di salvare il pianeta… o di saltare scuola? Il #FridayForFuture

A proposito delle manifestazioni studentesche per l’ambiente, l’attuale presidente della CDU, Annegret Kramp-Karrenbauer, esprime il suo disappunto in maniera tanto energica quanto netta: se i ragazzi credono davvero in questa protesta per l’ambiente e la ritengono importante, allora avrebbe senso farla anche nel tempo libero.

Ma, osserva Rezo, il senso di uno sciopero è proprio questo. “Non ho mai sentito dire riguardo ai trasportatori: ‘Ehi, non devono fare sciopero durante l’orario di lavoro; devono scioperare quando hanno le ferie, oppure dopo lavoro. Si siedono in cabina, si fanno il loro turno e quando hanno finito vanno a scioperare'”.

Anche Christian Lindner, dell’FDP, interviene sulla questione e in un tweet scrive:

Ich finde politisches Engagement von Schülerinnen und Schülern toll. Von Kindern und Jugendlichen kann man aber nicht erwarten, dass sie bereits alle globalen Zusammenhänge, das technisch Sinnvolle und das ökonomisch Machbare sehen. Das ist eine Sache für Profis.

“Trovo molto bello che studenti e studentesse si interessino per la politica. Ma da giovani e ragazzi non ci si può aspettare che siano già in grado di comprendere i rapporti internazionali, ciò che tecnicamente ha senso e ciò che è fattibile economicamente. Questa è roba per professionisti”.

Il punto è esattamente questo, ribatte Rezo: è questo il motivo per cui i ragazzi fanno lo sciopero, perché i politici e i gruppi al governo si dimostrano incompetenti e non ascoltano i professionisti in materia di ambiente. Gli scienziati, continua come sempre citando la fonte, sostengono gli studenti e trovano le loro richieste giustificate e ben motivate.


Fazit: Rezo tira le somme

Quale partito bisogna votare, quindi? Rezo dichiara di non poterlo e non volerlo dire. Consiglia però di leggere attentamente i programmi dei vari partiti, di assicurarsi che questi accettino la scienza e che vogliano quindi impegnarsi seriamente per il bene del nostro pianeta.

Ci sono prove scientifiche e ben documentate che dimostrano come l’attuale corso politico stia portando verso la distruzione, perciò Rezo ritiene di avere l’obbligo morale di esortare a non votare SPD, a non votare CDU o CSU e a maggior ragione a non votare la AfD. Da giovani, osserva ancora, è possibile cambiare ben poco: già soltanto gli over 70, cioè una porzione ben definita dei pensionati in Germania, ha a disposizione una volta e mezzo il numero di voti di tutte le persone sotto i trenta. La speranza, pertanto, è che togliendo consensi all’attuale classe politica si dia un segnale e col tempo sempre più persone prendano coscienza e magari anche i partiti trainanti mettano in dubbio il loro operato e decidano di cambiare corso.

Conclude il suo appassionato video con questo messaggio:

Ich weiß, ich mache mich mit so einem Video und so klaren Standpunkten auch bei manchen unbeliebt. Das gehört dazu, so ist das wenn man einen politischen Standpunkt in der Öffentlichkeit hat. Aber wenigstens kann ich, wenn wir in einem paar Jahrzehnten diese Erde für alle kommende Generationen gef**kt haben, in den Spiegel schauen und sagen “Ich hab aufrichtig nach Logik, nach wissenschaftlichem Konsens und nach christlichen und humanistischen Werten gehandelt”. Und ich hoffe, ihr könnt das auch von euch behaupten. Peace. Ich bin raus”.

“So benissimo che con un video come questo e con le mie chiare prese di posizione non piacerò a molti. Ma ci sta: succede, quando si prende pubblicamente una posizione politica. Ma almeno io, quando tra un paio di decenni avremo mandato il pianeta a pu**ane per le generazioni a venire, potrò guardarmi allo specchio e dire ‘Ho fatto sinceramente del mio meglio seguendo la logica, il consenso della comunità scientifica, i valori cristiani e morali’ e spero che voi possiate dire altrettando di voi stessi. Pace. Ho finito”.


Rezo, ambiente e giovani: c’è ancora speranza?

“Mi sa che Rezo non voterà la CDU”. L’umorismo si estende anche nei commenti al video.

Ho molto apprezzato il video di Rezo. Il giovane YouTuber tedesco dimostra eccellenti capacità comunicative: usa in maniera efficace tono della voce, mimica facciale, gestualità e dosa sapientemente domande retoriche e senso dell’umorismo, riuscendo con successo a tenere vivo il discorso e altrettanto viva l’attenzione dello spettatore per l’intera durata del video, che supera abbondantemente i cinquanta minuti. Il linguaggio che usa è molto ricco di slang e anglicismi e molti potranno storcere il naso, ma è indubbio che la lingua attuale vada in questa direzione. A tal proposito spezzo una lancia in suo favore e ricordo che il registro va calibrato in base al contesto comunicativo e al destinatario: sarebbe improprio all’università con un professore o in un elaborato scritto, ma rispetta le regole di “ingaggio comunicativo” su una piattaforma a vocazione orale come YouTube.

Rezo dà prova di avere anche ottime competenze tecniche: il video è montato in maniera eccellente, con tagli veloci per tenere maggiormente viva l’attenzione del giovane pubblico a cui è destinato e con stacchetti che introducono, a livello audio e video, un nuovo punto della discussione. Le fonti compaiono al momento giusto sullo schermo e ci sono spesso grafici, tabelle e citazioni a facilitare la comprensione di quanto esposto. Anche la musica di sottofondo rende il video più dinamico, dà il giusto tono ai vari argomenti trattati e in generale contribuisce anch’essa a rendere il video appetibile e più scorrevole.

Rezo dimostra infine che non è vero che i ragazzi di oggi non si interessino ai problemi attuali: sulla questione ambientale hanno forse più coscienza e più voglia di agire delle generazioni precedente. E a ragione: non si può aspettare, non si può più rimandare dicendo “la questione è importante, ma”. Rezo è qui per dirci che ci sono tematiche importanti su cui riflettere e non si può fare finta di non vedere o accettare soluzioni di comodo. Bisogna informarsi, fare le proprie ricerche e non accettare passivamente quanto ci viene propinato.

Un po’ come Socrate, anche Rezo va alla ricerca della sua verità, facendo le domande allo strumento di conoscenza più esteso e potente che possa esserci: internet, dove si può trovare tanto, a patto di saper fare le domande giuste. Un po’ come Henry David Thoureau, ci esorta alla disobbedienza civile, ad avere il coraggio di dire no a chi sta al potere e opera per il nostro bene se ci rendiamo conto che non è così. E lo fa esponendosi pubblicamente, cercando al tempo stesso di essere quanto più chiaro e accurato possibile: la sola lista delle fonti a cui ha fatto riferimento per il suo video ne è una prova, e chi ha scritto una tesi di laurea potrà probabilmente meglio comprendere la mole di lavoro che c’è dietro.

Al di là di tutto, il messaggio di Rezo è un messaggio positivo e di speranza, un invito al risveglio delle coscienze. Rezo parla alle nuove generazioni ma, in fondo, parla a tutti noi. Possiamo cambiare, possiamo migliorare noi stessi e questo mondo, ma è necessario comprendere prima la realtà attorno a noi e poi agire di conseguenza.

Alla fine dei conti Rezo ci ricorda solo qualcosa che già altri prima di lui avevano detto, come Johann Wolfgang von Goethe:

Non basta sapere, bisogna anche applicare; non basta volere, bisogna anche agire



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